Reno, Tamigi, Danubio, Po, Rodano e Loira sono scesi a minimi mai registrati da 34 anni, a causa del caldo e dei prolungati periodi di siccità.
La stragrande maggioranza dei fiumi Reno e Tamigi, circa due terzi del Danubio e lunghi tratti del Rodano e del Po hanno raggiunto portate minime per il mese di luglio, senza precedenti negli ultimi 34 anni di rilevazioni. E' quanto risulta da un'analisi dei dati pubblicata oggi dall'Osservatorio europeo sui cambiamenti climatici Copernicus.
Nello specifico, circa il 95% dei tratti monitorati del Tamigi, l'85% di quelli del Reno e il 65% di quelli del Danubio, il secondo fiume più lungo d'Europa, hanno registrato le portate minime per il mese di luglio almeno dal 1992, anno in cui sono iniziate le stime del Sistema europeo di allerta alluvioni (Efas), trasmesse da Copernicus.
Anche il Rodano ha registrato minimi record per luglio lungo circa il 30% del suo corso. Il Po, il principale fiume d'Italia, ha invece battuto i record per circa il 40% della sua lunghezza.
Questi livelli eccezionalmente bassi si verificano in un contesto di siccità persistente, alimentata dai cambiamenti climatici.









