Il caldo persistente e la scarsità di precipitazioni stanno mettendo sotto pressione il sistema idrico del Nord Italia. Dal Po ai grandi laghi prealpini, i livelli dell’acqua continuano a diminuire, con conseguenze sempre più pesanti per agricoltura, industria e territori.
PUBBLICITÀ
L’allarme più evidente riguarda il fiume Po, la cui portata è scesa su valori estremamente critici. A Pontelagoscuro, nel tratto vicino alla foce, sono stati registrati appena 206 metri cubi al secondo, un livello tra i più bassi dell’estate, con il rischio di scendere sotto la soglia dei 200 metri cubi al secondo.
La riduzione dei flussi ha favorito la risalita dell’acqua marina lungo il Delta: il cuneo salino è penetrato per oltre 20 chilometri nell’entroterra, rendendo sempre più difficili i prelievi per l’irrigazione e mettendo a rischio le colture. Nel Polesine, il Consorzio di Bonifica Delta del Po è stato costretto a chiudere le derivazioni irrigue.
"Dopo la grande siccità del 2022, stiamo di nuovo assistendo al collasso del territorio", ha dichiarato il direttore del Consorzio di Bonifica Delta del Po, Rodolfo Laurenti.









