Anche laghi e fiumi soffrono il caldo. L’estate è iniziata da meno di una settimana e il bacino del Po è già in sofferenza. Gli agricoltori vicino al delta hanno interrotto le irrigazioni. L’acqua salata è risalita dal mare per venti chilometri lungo il corso del grande fiume.
L’allarme dell’Autorità del Po
L’Autorità di Bacino del Po ha convocato una riunione d’emergenza ieri a Milano. “Il perdurare delle significative condizioni di afa con temperature marcatamente superiori ai valori tipici del periodo sta determinando un’ulteriore graduale riduzione delle portate lungo il fiume Po, oltre a un diffuso calo dei livelli di fiumi e laghi, con valori generalmente sotto alla media”.
Il caldo di questi giorni accelera infatti l’evaporazione. Il tesoro di acqua accumulato durante l’inverno viene sperperato a ritmi anomali per questo periodo. Ecco allora che in alcune aree del Piemonte, fa sapere l’Autorità di Bacino del Po, i prelievi per l’irrigazione dei campi sono stati sospesi. Nel cuneese anche ai cittadini è stato chiesto di usare l’acqua con molta parsimonia, evitando di irrigare giardini, orti e di lavare le macchine. In Emilia Romagna e Veneto la situazione è di allerta. “Ma è il Delta – spiega l’Autorità – l’area che desta maggiore preoccupazione a causa della risalita dell’intrusione salina”.












