L’estate è iniziata da neppure una settimana e il bacino padano è già in forte crisi per la siccità. La portata dei fiumi è di molto sotto la media, quella del Po è scesa anche sotto i 300 metri cubi al secondo, con l’acqua salata che si è già infiltrata nel Delta, tra il Veneto e l’Emilia Romagna, risalendo fino a 20 chilometri. In alcune aree l’irrigazione è stata sospesa. Ma il cuneo salino, minaccia mortale per le coltivazioni, è un problema anche per il fiume Adige, la cui portata è arrivata a segnare anche il 65% in meno rispetto alla media. L’emergenza in tutta la Pianura Padana si estende ora dopo ora ed ha conseguenze su diversi comparti produttivi, come quello dei riso, del mais e dei pomodori da industria. In alcune aree sono scattate le limitazioni nei prelievi. Nel bacino del fiume Po i livelli idrometrici di questi giorni vanno dai -3,4 metri del Ponte della Becca (a Pavia), alla confluenza con il Ticino, ossia all’inizio del tratto medio-basso del fiume, ai -6,7 metri di Pontelagoscuro (Ferrara), la stazione di riferimento per il calcolo della portata finale del Po prima che si ramifichi nel Delta. E si arriva ai -8 metri di Cremona, tanto che preoccupa molto la situazione dell’area al confine con la provincia di Mantova. Come conferma l’Anbi, l’associazione che rappresenta i Consorzi di bonifica e di irrigazione italiani, si sta già limitando del 20% la possibilità di prelevare acqua, dando priorità a colture pluriennali come i vitigni e al foraggio per gli animali, che serve per produrre il Parmigiano Reggiano.