A Traversella, una minuscola borgata della Valchiusella torinese, trenta “seconde case” sono rimaste senz’acqua. Sulle colline della Langa Astigiana, le perdite della rete toccano il 50%. A Cremona, il Po non è mai stato così basso. Nei giorni peggiori per il caldo, con 23 città su 27 monitorate in tutta Italia che domani saranno da bollino rosso, la crisi idrica in Pianura Padana peggiora a vista d’occhio, tanto che le Regioni del bacino stanno lavorando insieme per chiedere al governo la dichiarazione di emergenza nazionale.

Solo tra Lombardia e Piemonte, sono oltre 100 i Comuni in grave difficoltà, di cui 87 ricorrono già alle autobotti, mentre gli altri hanno emesso ordinanze ad hoc o avvisi per invitare la cittadinanza al risparmio idrico. Niente rischio di “razionamenti” dell’acqua, almeno per ora, ma il divieto di riempire piscine, innaffiare a pioggia orti personali o lavare l’automobile. A Cremona il Po non è mai stato così basso: alle 20.10 di giovedì ha superato il record negativo del giugno 2022, quando il livello si era attestato a otto metri e 58 centimetri sotto lo zero idrometrico, scendendo a meno 8,59. Una secca storica che ricorda la crisi di quattro anni fa, con una grande differenza: questa volta a provocare la siccità non è stata la mancanza di precipitazioni durante l’inverno, ma le temperature completamente fuori scala.