Le temperature non accennano a scendere e per il fiume Po scatta l’allerta per livello di severità idrica “alto”. Lo ha sancito la riunione dell'Osservatorio permanente per gli utilizzi idrici coordinato dall'Autorità di bacino distrettuale del Po. Uno stato di allerta che si traduce in un rischio concreto per le forniture idropotabili: al momento "sono oltre 100 i comuni tra Piemonte e Lombardia con criticità negli approvvigionamenti". In diversi di questi già da diversi giorni si fa ricorso ad autobotti e autocisterne per rifornire i serbatoi degli acquedotti per garantire continuità di servizio alle popolazioni. Secondo quanto rilevato dall'Osservatorio, a causa della riduzione delle portate di fiume e affluenti, è attesa anche la ripresa del fenomeno dell'intrusione salina nel Delta che potrebbe arrivare a interessare anche la centrale di potabilizzazione di Ponte Molo, nel territorio di Taglio di Po (Rovigo). Gli effetti della secca si estendono ben oltre le difficoltà negli approvvigionamenti idrici. A Cremona il Po ha toccato un nuovo minimo storico, scendendo a 8,56 metri sotto lo zero idrometrico, mentre il calo della portata continua a mettere in difficoltà agricoltura, pesca e navigazione. Nel Delta, oltre al rischio dell'intrusione del cuneo salino, l'aumento della temperatura dell'acqua ha ridotto l'ossigeno disponibile e favorito la proliferazione delle alghe, provocando una grave moria di molluschi. Secondo Confcooperative Fedagripesca, nel Polesine sarebbe morto il 90% delle vongole e sono andati perduti circa mille quintali di cozze."La situazione è peggiorata, non illudiamoci che i temporali estivi possano essere la soluzione a problemi radicali - Alessandro Delpiano, segretario generale dell'Adbpo - Rispetto a dieci giorni fa, nonostante le precipitazioni, abbiamo infatti meno acqua nei laghi, meno acqua nei fiumi con un fabbisogno irriguo ancora significativo per diverse colture a cominciare dal riso". La prossima riunione dell'Autorità di bacino distrettuale del Po. è fissata al 6 agosto. Nel frattempo, il meteo non sarà certo d’aiuto. Quella che è classificata come quarta ondata di caldo è ormai il proseguimento lineare di un’estate rovente in cui le temperature non accennano a calare. Nei prossimi giorni le previsioni indicano picchi di calore fino a 40-41 gradi in città e non solo. Osservata speciale proprio la Pianura Padana.