Modena, 11 agosto 2026 – Ci ha lasciati Giuliano Della Casa, un artista col quale ho collaborato da più di trent’anni.

La sua umanità, il suo attaccamento al territorio, la sua capacità di dare anima agli oggetti più quotidiani, mi hanno costantemente ispirato.

Tra le opere che porto nel cuore c’è il suo ‘Tavolo per tortellini d’oro’ del ‘68, che ho installato all’ingresso di Casa Maria Luigia, qui Giuliano riesce a trasformare un gesto quotidiano in qualcosa di prezioso senza mai renderlo retorico: il giallo del tavolo è il giallo della sfoglia, della pasta tirata a mano, della cucina emiliana. Ma da quella superficie emerge un tagliere in radica di noce, un legno nobile, perché se i tortellini sono d’oro, anche il luogo in cui nascono deve essere altrettanto raro. Chef Bottura insieme a Della Casa, artista col quale collaborava da decenni

È un’opera che mette sullo stesso piano cultura materiale e cultura alta. Il gesto delle mani che chiudono un tortellino diventa prezioso quanto il materiale scelto per rappresentarlo.

Giuliano aveva capito, già negli anni Sessanta che la cucina domestica, i suoi riti e i suoi oggetti non erano qualcosa di minore: erano identità, memoria, cultura.