Non solo monumenti da vedere. Una destinazione turistica si può scoprire anche attraverso i cibi tipici da gustare. È una tendenza degli ultimi tempi, soprattutto tra Millennial e Gen Z: città e Paesi lontani si capiscono meglio con una sosta in un mercato rionale, in un forno storico o in un chiosco di street food che con una visita in un museo. È il fenomeno che gli analisti hanno ribattezzato “snackpacking”: un modo di viaggiare che mette al centro un turismo gastronomico fatto di assaggi, prodotti tipici e esplorazione delle piccole attività locali, considerate il modo più autentico per conoscere una destinazione.

È tendenza snackpacking: cosa significa?

A fotografare questa tendenza è il Global Travel Trends Report, rilanciato anche da Forbes, secondo cui l’89% dei viaggiatori appartenenti alle due generazioni considera ormai il cibo locale un elemento imprescindibile dell’esperienza di viaggio. Non solo ristoranti: il 69% sceglie di fermarsi ai banchi dello street food, il 53% entra nei panifici storici e uno su due cerca piccoli negozi alimentari e botteghe di quartiere per assaggiare prodotti del territorio.

Mercati, forni e street food: così le nuove generazioni scelgono dove andare in vacanza