Fino a poco tempo fa una volta fissata la meta delle vacanze e scelto l’alloggio si passava alla ricerca dei ristoranti più blasonati e tipici per prenotare cene all’insegna del fine dining o dell’esperienza unica. Oggi, invece, si sta assistendo alla nascita degli snackpacke, coloro che, per conoscere la cultura gastronomica di un luogo esplorano mercati e supermercati
Negli anni ‘60-’70 del secolo scorso, sull’onda delle rivoluzioni giovanili che squassavano il sistema nacquero i backpackers, ragazzi che partivano alla ventura con un solo bagaglio: lo zaino. Tornava così in auge uno stile di vita che predilige la durata del viaggio e l'immersione culturale rispetto alle comodità tradizionali del turismo di massa. Oggi si passa dalla cultura gastronomica tradizionale a quella popolare dei supermercati, dei minimarket e dei mercati, per andare alla ricerca dell’autenticità del cibo quotidiano locale.
Il fenomeno si chiama snackpacking ed è stato ufficialmente incoronato dal Global Travel Trends Report di American Express come una delle tendenze dominanti dell'anno. Secondo i dati emersi dalle indagini di settore, ben l’89% dei Millennials e dei viaggiatori della Gen Z considera l'assaggio dei prodotti locali come una parte essenziale dell'esperienza di viaggio. Questa tendenza ha trasformato i corridoi dei supermercati e le bancarelle dei mercati storici in vere e proprie attrazioni turistiche.






