I"safari" nei supermercati al posto delle cene stellate. Cambia il turismo culinario e il viaggio a tutto palato, alla ricerca dell'esperienza a 360 gradi nel piatto e nel bicchiere, segue nuove rotte. Perché i viaggiatori del gusto ora sempre di più vogliono “mangiare come una persona del luogo”. E per questo scelgono le corsie dei market o i banchi dei mercati, ma anche i distributori automatici di cibi e snack locali piuttosto che andare al ristorante. È quanto emerge dall'ultimo "Travel trends report 2026 di Skyscanner" che segnala le tendenze dei "viaggi all’insegna della gastronomia" che "rappresentano sia un’immersione culturale che un modo per risparmiare, offrendo un’esperienza autentica di vita locale a prezzi accessibili".

Nuovi percorsi

Questo non significa che i ristoranti stellati o meno resteranno vuoti, ma che non saranno più per le papille gustative l'unico metro di giudizio e di scoperta di un luogo. Come confermano i dati dello studio condotto nel 2025, dal 1° all’8 luglio, su un campione di mille adulti che pianificano di andare in vacanza nel 2026. Per esempio si scopre chela maggioranza dei viaggiatori italiani (il 59%) quando è all’estero entra sempre o spesso nei supermercati locali. Per conoscere: nuovi cibi e bevande, prodotti di uso quotidiano, e la vita quotidiana nel Paese visitato. Per 6 su 10 di quanti partono dall'Italia per esplorare i gusti del mondo, inoltre, "assaporare piatti tipici, partecipare a corsi di cucina o scoprire mercati locali diventerà parte integrante dell’itinerario, un modo per entrare in contatto con la cultura del luogo e portare a casa ricordi che si gustano anche dopo il rientro".