È una morte lenta che si è messa in cammino attraverso il paradiso, solo in apparenza così verde e prospero, delle zone tedesche di coltivazione del luppolo. Il nome di questa malattia che minaccia la sopravvivenza delle aziende? Morìa delle aziende agricole. Oggi, nel 2026, in Germania esistono ancora 904 aziende agricole specializzate nella coltura speciale del luppolo. È una cifra drammatica se la si confronta con la situazione del 2006. In appena due decenni il 40% dei coltivatori di luppolo ha riconvertito ad altre colture oppure ha smesso del tutto.

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Le cause sono certamente molteplici. Chi parla con i coltivatori di luppolo sul posto, all’alba in campo o la sera al tavolo dell’osteria, da anni sente lamentele sul calo dei prezzi a livello mondiale e sul consumo di birra in diminuzione. Ma sempre più spesso, anche tra i contadini bavaresi più legati alla terra, si parla ormai apertamente di cambiamento climatico, aumento delle temperature, scarsità d’acqua e perdite di resa dovute all’essiccamento dei suoli.

La Hallertau è la più grande area continua di coltivazione del luppolo al mondo. Il paesaggio collinare, fortemente agricolo, si trova nel cuore della Baviera, il Land all’estremo sud della Germania. Qui si concentrano 722 delle 904 aziende tedesche che coltivano luppolo. Una di queste è gestita da Josef Wimmer: «Gli anni diventano sempre più caldi e più secchi», avverte l’agricoltore in un’intervista con Euronews Earth.