Reportage17 giugno 2026 alle 00:35Un’annata da dimenticare per le aziende dell’Alta Marmilla

Inviata

Simala.

«Le malerbe soffocano tutto: grano, favino e ceci. Almeno il 50% del raccolto è perduto». Hanno la pelle cotta dal sole, le mani solcate dalla fatica e un nuovo guaio da affrontare. Gli agricoltori dell’Alta Marmilla, già provati dai costi di produzione sempre più alti e dal prezzo del grano sempre più basso, sono alle prese con le piante infestanti che si prendono il raccolto. Tra queste una specie di centaurea, l’orobanche e la cuscuta, che quest’anno – anche per le condizioni meteo a loro particolarmente favorevoli – hanno trovato terreno fertile e prosperato nei campi dorati che si distendono tra i piccoli centri del basso Oristanese. A Funtana Cadena, poco oltre il centro abitato di Simala, le piante di favette sembrano bruciate. Bacilli e fogliame sono piccoli e neri, imprigionati tra i rami della centaurea che svetta alta e rigogliosa con i suoi fiori violetti. «Non abbiamo fatto in tempo a diserbare perché le piogge di gennaio hanno inzuppato i campi e non ci era possibile entrare con i trattori. La siccità che è venuta subito dopo ha fatto il resto», spiega Remo Zuddas, agricoltore di Simala. Con lui anche il compaesano Pietro Pusceddu, Sandro Floris di Mogoro, Agostino Pusceddu di Gonnoscodina. «La situazione è la stessa per tutte le aziende del territorio, parliamo di almeno un centinaio di agricoltori».