HomeGrossetoCronacaGrano e olio in grave crisi, l’allarme in Maremma. Il ‘peso’ delle importazioni e le coltivazioni dimezzateI campi del cereale duro in Maremma crollano del 43% per i costi di produzione. L’allarme di Coldiretti: “Purtroppo non conviene più seminare a causa dei prezzi impossibili e dell’import selvaggio che fa concorrenza sleale”La protesta di Coldiretti (Foto di repertorio)Ricevi le notizie de La Nazione su GoogleSeguiciGrosseto, 13 giugno 2026 – Meno grano nei campi e prezzi sempre più difficili da sostenere. In Maremma cresce la preoccupazione degli agricoltori per gli effetti delle importazioni di materie prime dall’estero, un fenomeno che sta mettendo sotto pressione due filiere simbolo del territorio: il grano duro e l’olio extravergine di oliva. I numeri parlano chiaro. Negli ultimi vent’anni il raccolto di grano duro in provincia di Grosseto è diminuito del 35%, mentre le superfici coltivate sono crollate del 43%, tradotto quasi la metà dei terreni viene sfruttato diversamente. D’altronde i numeri sono chiari.

Una produzione ai minimi storici

Nel 2024 la produzione si è fermata a 450mila quintali, secondo peggior risultato degli ultimi due decenni dopo il minimo storico del 2023, quando si erano registrati appena 400mila quintali. Il 2025, inoltre, è stato l’anno con il minor numero di ettari seminati a grano duro. Una situazione che coinvolge direttamente le circa 2930 aziende agricole seminative presenti in provincia. “Oggi produrre grano non conviene più – spiega Simone Castelli, presidente di Coldiretti Grosseto –. I costi di produzione superano spesso il prezzo riconosciuto agli agricoltori dai pastai e trasformatori. Molti terreni vengono convertiti ad altre colture o abbandonati perché il reddito non è più sufficiente a sostenere l’attività”. Insomma sembrano essere lontani i tempi in cui la Maremma si portava addosso con orgoglio l’appellativo di “Granaio della Toscana”.