La raccolta del grano si apre con un’incognita pesante per gli agricoltori riminesi. A preoccupare non è la produzione, ma il crollo dei prezzi, che secondo Coldiretti non consentono più di coprire i costi sostenuti dalle aziende. In provincia operano oltre duemila aziende agricole e i seminativi costituiscono una parte rilevante della superficie coltivata. Le imprese, in gran parte a conduzione familiare, devono fare i conti con rincari di carburanti, fertilizzanti, energia e mezzi tecnici, mentre le quotazioni del grano restano ferme su livelli giudicati insostenibili. Per questo Coldiretti ha consegnato al Prefetto di Bologna un documento con una serie di richieste rivolte alle istituzioni. "Il prezzo riconosciuto ai produttori non copre neppure i costi di produzione", denuncia il presidente di Coldiretti Rimini, Guido Cardelli Masini Palazzi, chiedendo una maggiore equità nella distribuzione del valore lungo la filiera e interventi contro le pratiche commerciali sleali. Se la situazione non cambierà, avverte Coldiretti, molte aziende potrebbero rinunciare ai terreni in affitto, riducendo le superfici coltivate e gli investimenti. Uno scenario che metterebbe a rischio anche il ricambio generazionale e un modello agricolo orientato alla sostenibilità: nel Riminese oltre il 16% delle aziende è biologico e quasi un terzo della superficie agricola è coltivata con questo metodo.
Grano sottocosto, agricoltori in allarme: : "Così chiudiamo"
La raccolta del grano si apre con un’incognita pesante per gli agricoltori riminesi. A preoccupare non è la produzione, ma...







