HomeGrossetoCronacaMaremma, oggi il grano è amaro. Produzione giù, tante aziende a rischioNegli ultimi vent’anni, il raccolto è diminuito del 35%, mentre le superfici coltivate si sono ridotte del 43%Simone Castelli, presidente di Coldiretti GrossetoRicevi le notizie de La Nazione su GoogleSeguiciC’era un tempo in cui la Maremma era considerata il granaio della Toscana. Le grandi opere di bonifica avviate dai Lorena nella seconda metà del ‘700 e poi proseguita nell’Ottocento del secolo scorso trasformarono le aree paludose in terreni fertili, dando impulso a un’agricoltura che avrebbe segnato per oltre un secolo l’identità economica di questo territorio. Oggi quello scenario sta cambiando. A preoccupare sono soprattutto il calo della produzione di grano duro e la crescente pressione delle importazioni, che incidono sui prezzi riconosciuti agli agricoltori.
I numeri raccontano una trasformazione profonda. In provincia di Grosseto, negli ultimi vent’anni, il raccolto di grano duro è diminuito del 35%, mentre le superfici coltivate si sono ridotte del 43%. Nel 2024 la produzione si è fermata a 450mila quintali, il secondo peggior risultato degli ultimi due decenni dopo il minimo storico del ’23, quando furono raccolti appena 400mila quintali. Ancora più significativo il dato sulle semine: il ’25 è stato l’anno con la minore superficie destinata al grano duro degli ultimi vent’anni.








