La siccità prolungata al Nord mette in difficoltà soprattutto riso e mais ma – paradossalmente – potrebbe anche alleviare la situazione di alcuni settori che invece soffrono di surplus produttivi come, ad esempio, il vino (che all’orizzonte vede anche la nuova vendemmia) e il latte.

Le criticità sulla disponibilità di acqua nei campi col passare dei giorni e degli anticicloni si stanno aggravando e la situazione, in particolare nel Nord Italia, assume sempre più i contorni dell’emergenza. La portata del fiume Po è scesa a circa 300 metri cubi al secondo, laddove i parametri medi estivi si attestano sui 1000-1500 metri cubi al secondo. Di conseguenza in alcune zone si assiste a una risalita del cuneo salino che altera gli equilibri di fauna e flora prettamente fluviali. Questi fenomeni, uniti a un conclamato aumento delle temperature, concorrono a deteriorare la produttività e le produzioni.

Confagricoltura: per riso e mais rischio abbandono

Un allarme in questo senso è stato lanciato da Confagricoltura, alla vigilia della propria assemblea estiva (che si apre oggi a Roma). «Per riso e mais – ha commentato il presidente di Confagricoltura, Massimiliano Giansanti – si parla già di contrazione delle rese con un crescente rischio di abbandono delle colture se la siccità dovesse persistere e non sarà possibile individuare risorse idriche alternative e accessibili».