L'ondata di caldo e la siccità d'inizio estate stanno presentando un conto molto pesante all'agricoltura italiana con un impatto sul Pil ancora da quantificare e che potrebbe tradursi in un aumento dei prezzi, possibile driver per i rialzi dell'inflazione. Coldiretti e Confagricoltura lanciano l'allarme: stime, previsioni e andamento del Po lasciano intravedere un andamento negativo (che tocca anche la vendemmia) se le condizioni climatiche non subiranno un'inversione di tendenza. "È ancora presto per una quantificazione definitiva, ma le prime rilevazioni parlano di perdite produttive che in alcune filiere potrebbero raggiungere il 20%, con punte fino al 30% per il riso se la situazione non dovesse migliorare", fa il punto Lorenzo Bazzana, responsabile economico di Coldiretti.
"Soffrono i pascoli, con minori disponibilità di foraggi, gli ortaggi e la frutta colpiti dalle scottature, il mais e il pomodoro, mentre negli allevamenti registriamo un calo della produzione di latte fino al 20%. A questo si aggiunge - spiega nell'intervista all'Adnkronos -un forte incremento dei costi di produzione: fino al 30% per l'energia nelle stalle e tra il 20% e il 25% per l'irrigazione delle colture. In molte aree, inoltre, la scarsità d'acqua rischia di costringere gli agricoltori a scelte drammatiche, concentrando la poca disponibilità idrica su alcuni appezzamenti e rinunciando a irrigarne altri, come purtroppo è già accaduto negli anni passati. È l'ennesima dimostrazione di come gli eventi climatici estremi siano diventati un fattore strutturale di rischio per il sistema agricolo".











