Mortara Le risaie di Lomellina e Pavese stanno soffocando e nemmeno i temporali di sabato 11 luglio non invertiranno la drammatica tendenza. Più di un risicoltore ha già deciso di dismettere parte dei raccolti secondari, come mais e soia, concentrando le scarse disponibilità d'acqua per irrigare solamente il riso. E nemmeno così è detto che il raccolto autunnale si salverà nella sua completezza. La situazione è confermata dalla periodica analisi di dettaglio delle riserve idriche in ambito agricolo firmata dal sartiranese Alberto Lasagna, direttore di Confagricoltura Pavia. La scala d'allarme della riserva irrigua, il suo marchio di fabbrica da alcuni anni, fa registrare un indicatore complessivo pari a 14 su un massimo di 15 toccato nel 2022. La grande siccità di quattro anni fa è dunque dietro l'angolo e, secondo alcuni, sarà ben presto sorpassata. «Questa dodicesima analisi della scala d'allarme da inizio anno – commenta Lasagna – vede un andamento in preoccupante peggioramento: lo stato degli accumuli nevosi è compromesso e questo porta a un indicatore 5 (il massimo previsto per questa voce, ndr). Inoltre, il lago Maggiore è prossimo all'esaurimento delle riserve e ciò porta a ritenere coerente un indicatore 5 (anche in questo caso, il massimo possibile). Con riferimento alla falda, poi, si ritiene coerente un fattore a 4 su 5 in considerazione del rallentamento della crescita del livello dell'acqua sotterranea dovuto alla difficoltà nella gestione del servizio irriguo». Solo eventi di pioggia diffusi e costanti potranno migliorare la situazione, ma al momento sono all'orizzonte esclusivamente temporale di forte intensità capaci di provocare danni alle campagne invece di arrecare benefici duraturi. «L'Autorità di bacino per il Po – prosegue Lasagna – segna che l'insieme delle derivazioni dal Po e dalla Dora Baltea al 9 luglio scorso presentava una riduzione del 39%: dato che peggiora in modo consistente verso il terminale della rete derivata, soprattutto sulla sponda sinistra del Sesia, quindi in Lomellina, dove l'attività irrigua sta procedendo con notevole difficoltà ei primi danni sono già preoccupanti. A seguire, stanno arrivando le prime critiche nel basso Pavese: le derivazioni dal Ticino, in pari dati, vedevano una riduzione del 20%, in fase di evoluzione verso il 40% già in queste ore». Il direttore di Confagricoltura Pavia entra poi nel merito del lavoro del consorzio irriguo Est Sesia, competente per Novarese e Lomellina. «Come emerso nel recente incontro organizzato a Mortara da Confagricoltura Pavia – prosegue – Est Sesia sta operando in modo sperimentale con pratiche di svolta che, vista la loro natura eccezionale, possono determinare inevitabili e potenziali criticità anche per un limite infrastrutturale del sistema irriguo che, nei secoli, non ha mai visto un uso alternato. Spesso la rotazione risulta l'unica modalità per avere masse d'acqua sufficientemente strutturate,pur se molto limitato nel tempo, per irrigare in modo esteso almeno una parte delle superfici aziendali. Le girazioni nei corpi idrici, con ogni probabilità, potrebbero avere impatti diretti e molto rapidi sull'andamento della falda freatica. Per esempio, a Sartirana si è riscontrata l'interruzione della ricarica in concomitanza con l'effettuazione del turno irriguo nella fase di quasi assoluta riduzione della portata: in ogni caso, la falda freatica ha avviato la fase di restituzione al Po delle acque transitanti nel sistema irriguo. Oggi la restituzione a monte di Pieve del Cairo è di circa 30 metri cubi al secondo, che aumentano in modo lineare fino alla confluenza del Ticino nel Po»