HomePaviaCronacaCaldo estremo, allarme rosso in riva al Po e nelle campagne: c’è acqua per l’irrigazione solo per altri dieci giorniLa preoccupazione dell’Osservatorio che monitora le condizioni del fiume fra Piemonte, Lombardia ed Emilia e traccia un quadro a tinte fosche di quella che potrebbe essere l’estate peggiore per risicoltura, frutta e ortaggiIl settore agricolo è in affannoRicevi le notizie de Il Giorno su GoogleSeguiciPavia, 11 luglio 2026 – È scattato il conto alla rovescia nel bacino padano: con le attuali riserve idriche disponibili, l'agricoltura del Nord Italia ha davanti a sé un'autonomia di appena dieci giorni per salvare i raccolti attraverso l'irrigazione. È lo scenario a tinte fosche emerso dall'Osservatorio permanente riunito in via straordinaria nel Delta del Po, che ha confermato lo stato di severità idrica "media in assenza di precipitazioni" e ha già fissato una nuova convocazione d'urgenza per il prossimo 21 luglio, data entro la quale le scorte per i campi rischiano di azzerarsi.

Un'immagine emblematica del Po nella zona di Pavia

A un passo dal baratro

Se il comparto agricolo è a un passo dal baratro – con la Lombardia in deficit del 40% e il riso piemontese privato dell'80% dell'acqua – l'unica nota di tregua arriva sul fronte civile. Al momento, infatti, la rete dell'idropotabile resiste e non si segnalano problemi strutturali per l'erogazione di acqua potabile nelle case, ad eccezione di alcune limitazioni locali ai prelievi nel rodigino. In dettaglio la situazione più drammatica si registra nel Delta del Po, dove la ridotta portata del fiume sta favorendo l'intrusione marina: il cuneo salino si attesta a 20 chilometri dalla foce nel ramo di Pila/Venezia e ha toccato i 25 chilometri nel ramo di Goro.