Uno degli allarmi più forti per l’ondata di caldo che sta investendo tutto il Paese viene dall’Emilia Romagna dove la Cia (Confederazione Italiana Agricoltori) parla di “una delle emergenze più gravi degli ultimi anni per l'agricoltura”. Caldo intenso e prolungato, precipitazioni insufficienti e una crescente necessità di acqua stanno mettendo sotto pressione le aziende agricole in una delle fasi più delicate dell'anno. “L’agricoltura è il settore che più di ogni altro paga le conseguenze del cambiamento climatico – afferma la presidente di Cia Reggio Emilia, Valeria Villani –. Le aziende agricole stanno sostenendo costi sempre più elevati per garantire le produzioni e il benessere degli animali. Non possiamo più parlare di eventi eccezionali: caldo estremo e siccità sono ormai la nuova normalità e impongono investimenti e politiche capaci di sostenere concretamente il settore”. Le colture estensive, a partire da mais, sorgo e pomodoro, stanno soffrendo lo stress idrico proprio durante l'accrescimento, con il rischio di una riduzione delle rese produttive e della qualità. Anche i prati stabili, indispensabili per alimentare le bovine da latte destinate alla produzione del Parmigiano Reggiano, mostrano già segni di sofferenza e cresce la preoccupazione per la disponibilità di foraggi nei prossimi mesi.