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L’allarme di Coldiretti sui danni che la siccità sta provocando alle colture. Difficoltà nelle ore torride, l’associazione accoglie con favore la Cig.
GROSSETOLa Maremma boccheggia sotto la prima grande ondata di caldo dell’estate. Ieri il termometro ha raggiunto il picco a Montenero d’Orcia, nel comune di Castel del Piano, terra di vigneti, campi di grano e oliveti, dove sono stati registrati 38 gradi, mentre in numerose altre località della provincia si sono toccati i 37 gradi, confermando un quadro di temperature eccezionali che, secondo le previsioni, accompagnerà il territorio anche nei prossimi giorni. Se per residenti e turisti il caldo rappresenta un disagio, nelle campagne grossetane è già un’emergenza. A lanciare l’allarme è Coldiretti, che parla di colture in sofferenza, costi in aumento e rischi sempre più elevati per gli addetti impegnati nelle raccolte estive. Nei campi la terra è ormai arida e l’irrigazione è diventata indispensabile per salvare ortaggi, frutta e vigneti. Ma far funzionare gli impianti costa sempre di più, complice l’aumento del prezzo del gasolio e dei costi energetici. Le aziende agricole sono così costrette a sostenere spese straordinarie proprio nel momento di maggiore attività. Il caldo estremo sta producendo anche i primi effetti sulle produzioni. I cocomeri rischiano di riportare vere e proprie scottature sulla buccia, con conseguenze sulla commercializzazione, mentre pesche e susine possono subire danni dovuti alle elevate temperature. Nelle serre il termometro arriva a sfiorare i 50 gradi, accelerando la maturazione dei pomodori, mentre in alcune aziende la raccolta delle patate è stata anticipata per evitare che il terreno eccessivamente caldo compromettesse il prodotto. Soffrono anche gli allevamenti, con una diminuzione della produzione di latte causata dallo stress termico degli animali. Ma a preoccupare è anche la salute dei lavoratori agricoli. Sono circa 50 mila gli addetti toscani e in Maremma c’è una buona percentuale, impegnati in queste settimane nelle raccolte e nella gestione delle colture, esposti quotidianamente a temperature elevate. Per questo Coldiretti ha accolto con favore il via libera del Governo alla possibilità di ricorrere alla cassa integrazione nei casi di sospensione delle attività a causa del caldo estremo. Resta inoltre in vigore fino al 31 agosto l’ordinanza della Regione Toscana che vieta il lavoro all’aperto tra le 12.30 e le 16 nei giorni classificati a rischio "alto" per le ondate di calore nei settori agricolo, florovivaistico, edile e lapideo. Le aziende stanno riorganizzando i turni, concentrando le attività nelle prime ore del mattino o in serata e garantendo ai lavoratori acqua, zone d’ombra e dispositivi di protezione. A rendere ancora più delicata la situazione è il rischio di improvvisi temporali e grandinate, fenomeni sempre più frequenti dopo giornate caratterizzate da caldo intenso. Un’alternanza di eventi estremi che, secondo Coldiretti, rappresenta ormai uno degli effetti più evidenti del cambiamento climatico e che mette a dura prova un settore fondamentale per l’economia della provincia di Grosseto.Nicola Ciuffoletti















