Il caldo estremo mette a rischio la produzione agricola mondiale. Gli eventi di caldo estremo minacciano i mezzi di sussistenza e la salute di oltre un miliardo di persone, causano la perdita di mezzo milione di ore di lavoro l’anno, danni alle mandrie di bestiame e alle rese dei raccolti. Uno scenario climatico difficile, ma che in Italia gli agricoltori stanno affrontando in maniera virtuosa come dimostrano i positivi risultati registrati dalle nuove produzioni di frutta tropicale in Sicilia o dai sempre più frequenti uliveti impiantati in regioni del Nord, dal Veneto al Trentino, fino a non molti anni fa off limits per la produzione di olio extravergine.
Il quadro allarmante tracciato dalla Fao
Ma partiamo dal quadro allarmante tracciato, nei giorni scorsi, dal rapporto redatto dalla Fao e dall’OMM (Organizzazione meteorologica mondiale) “Extreme Heat and Agriculture” e secondo il quale la frequenza, l’intensità e la durata degli eventi di calore estremo sono aumentati notevolmente nell’ultimo mezzo secolo, con effetti preoccupanti sui sistemi agroalimentari.
Il calore estremo si riferisce a situazioni in cui le temperature diurne e notturne superano i loro intervalli abituali per un periodo prolungato, causando stress fisiologico e danni fisici diretti a colture alimentari, bestiame, pesci, alberi ed esseri umani.







