Tutelare i minori dagli abusi sessuali online ma allo stesso tempo rispettare la privacy dei cittadini, garantendo la riservatezza per alcune conversazioni. È questa la posizione che ha espresso oggi l'Eurocamera a Strasburgo, in occasione della votazione sul cosiddetto 'Chat control', la deroga all'estensione della norme Ue sulla e-privacy. Gli eurodeputati si sono espressi sul rigetto della proposta del Consiglio Ue, che avrebbe voluto estendere una deroga scaduta il 3 aprile di quest'anno fino al 2028.

Nel testo, la possibilità per i fornitori di servizi di individuare - tramite controlli alle chat - i casi di abuso sessuale e adescamento sui minori online nelle comunicazioni private, con l'obiettivo di evitare scenari pericolosi per gli user delle piattaforme. Dopo una lunga seduta sono stati 286 i voti contrari al rigetto, 276 quelli a favore e 30 le astensioni, con il Pe che ha però emendato la posizione del Consiglio: le comunicazioni alle quali è applicata la crittografia end-to-end - come quelle di Signal o Whatsapp - saranno escluse dall'applicazione della normativa. In sostanza, la protezione dei minori online resta prioritaria, ma la privacy dei cittadini va tutelata. Un testo, quello del Chat control, che arrivava oggi al Pe per la seconda volta, dopo che la prima lettura era stata bocciata dagli eurodeputati. La questione è stata "sollevata dai gruppi", spiegano all'ANSA gli uffici di presidenza del Pe.