Il Consiglio dell'Unione Europea ha rimesso in moto, tramite procedura scritta, il meccanismo legale che consente alle piattaforme di messaggistica di scansionare volontariamente le chat degli utenti alla ricerca di materiale pedopornografico. Lo strumento, noto come Chat Control 1.0, era scaduto lo scorso 3 aprile dopo il mancato accordo con l'Eurocamera su una proroga. Gli Stati membri hanno approvato gioved� 2 luglio una posizione negoziale che, nella sostanza, ricrea lo stesso regime scaduto sotto le vesti di un regolamento "nuovo".
Dal 2020 i servizi di comunicazione via internet, dalle app di messaggistica alla posta elettronica fino alla telefonia VoIP, rientrano nel perimetro della direttiva ePrivacy, che tutela la segretezza delle comunicazioni e vieta l'intercettazione non autorizzata di contenuti e metadati. Nel 2021 Bruxelles aveva introdotto una deroga temporanea per permettere ai fornitori di incrociare hash e modelli di intelligenza artificiale contro l'abuso sessuale sui minori e il grooming. Quella deroga si � arenata in primavera, travolta dallo stallo tra Consiglio e Parlamento sul fascicolo pi� ampio, il cosiddetto Chat Control 2.0.
Peculiarit� del nuovo fascicolo � che punterebbe a rendere la scansione obbligatoria e indiscriminata anche sulle comunicazioni cifrate. Qui entra in gioco l'escamotage giuridico. Un regolamento gi� scaduto non si pu� prorogare in via formale; quindi, il Consiglio ha scelto la strada opposta: presentare una proposta legislativa dal contenuto pressoch� identico ma dalla forma diversa, cos� da aggirare il vuoto normativo e, allo stesso tempo, mettere sotto pressione gli eurodeputati.














