Ancora una settimana decisiva per il Chat Control 1.0, il regolamento in vigore nella Ue che consente ai fornitori di servizi di posta elettronica e messaggistica di scansionare, in modo volontario, le conversazioni di milioni di cittadini alla ricerca di contenuti legati all’abuso di minori. A pochi giorni dalla sua scadenza, fissata ad aprile, il Parlamento Europeo è chiamato di nuovo a votare sulla proroga del regolamento, dopo essersi pronunciato sulla questione già lo scorso 11 marzo, votando per sostituire la sorveglianza di massa indiscriminata con un monitoraggio mirato dei sospetti. Con una manovra non del tutto inaspettata, infatti, il Gruppo del Partito Popolare Europeo (PPE) sta cercando di fissare una nuova votazione al prossimo 26 marzo, con il chiaro obiettivo di ribaltare la decisione del Parlamento e confermare la proroga del Chat Control 1.0. Domani, quindi, un voto preliminare deciderà se si tornerà effettivamente a discutere del regolamento.Nel frattempo, il Chat Control 2.0, ancora in valutazione da parte della Commissione e del Parlamento, propone in più la scansione automatica e indiscriminata delle conversazioni personali degli utenti, richiedendo alle piattaforme di bypassare - laddove necessario - persino la crittografia end-to-end. In entrambi i casi, i movimenti a difesa della privacy degli utenti si sono già dichiarati contrari a una legge che permetta alle Big Tech di avere libero accesso ai loro dati personali, ma la votazione imposta dal PPE potrebbe cambiare per sempre le sorti della loro libertà. “Per proteggere davvero i bambini online, abbiamo bisogno di un cambiamento di paradigma: - ha commentato Patrick Breyer, attivista per la libertà digitale ed ex membro del Parlamento europeo - i fornitori devono essere obbligati a prevenire il cybergrooming attraverso una progettazione sicura delle app e impostazioni predefinite rigorose. Il materiale illegale su Internet e sulla darknet deve essere rintracciato in modo proattivo e rimosso alla fonte. Questo è ciò che protegge veramente i bambini”.Il no del ParlamentoCon 38 voti contrari, 28 a favore e 3 astenuti, lo scorso 11 marzo la Commissione per le libertà civili, la giustizia e gli affari interni (LIBE) del Parlamento europeo ha rifiutato qualunque proposta avanzata per la proroga del regolamento pensato per contrastare pedopornografia e abuso dei minori. A ottenere una votazione contraria è stata la proposta di Birgit Sippel, eurodeputata membro della LIBE, che proponeva di eliminare dal regolamento la scansione di testi tramite AI - soggetta a errori -, ma puntava a mantenere il controllo delle conversazioni degli utenti europei tramite l’hash scanning, un sistema che punta a identificare immagini potenzialmente illegali assegnando loro un’impronta digitale (hash), poi messa a confronto con un database di contenuti già noti.Bocciata anche la proposta dei conservatori, che voleva affidare la scansione dei messaggi privati degli utenti all’intelligenza artificiale. Così come pure quella del Partito Pirata, che chiedeva di limitare la scansione delle conversazioni private esclusivamente alle persone collegate dalle forze dell'ordine agli abusi sessuali sui minori. In una sola giornata, quindi, il Parlamento “respinge la proposta della Commissione”, “invita la Commissione a ritirare la proposta” e “incarica la sua Presidente di trasmettere la posizione del Parlamento al Consiglio e alla Commissione nonché ai parlamenti nazionali”.Dopo il Chat ControlÈ da tempo che i sostenitori della privacy criticano il regolamento europeo anche per la sua incapacità di contrastare davvero la pedopornografia e i crimini sui minori. La scansione di massa delle conversazioni private degli utenti, infatti, carica di lavoro le forze dell’ordine, senza considerare che le reti di predatori di minori utilizzano da tempo canali non ufficiali per lo scambio di materiale illecito, il che li rende di fatto difficili da trovare. Ma come farà, allora, l’Europa a combattere l’abuso sui minori se il suo regolamento scadrà ad aprile e finirà nel dimenticatoio?La proposta del Parlamento per un nuovo testo è chiara: imporre ai fornitori di servizi l'adozione di impostazioni predefinite di sicurezza - come, per esempio, la protezione contro i tentativi di contatto da parte di estranei e/o adulti -, avviare i controlli su un cittadino solo in presenza di un ragionevole sospetto e di un ordine giudiziario, e obbligare tutti i soggetti coinvolti in un'indagine alla rimozione sistematica del materiale illegale, così da fermarne la diffusione all'origine.
Si torna a votare per il Chat Control: annullato il no del Parlamento Europeo alla proroga
Il Gruppo del Partito Popolare Europeo trascina il Parlamento a una nuova votazione. La privacy degli utenti è di nuovo a un bivio






