Irappresentanti permanenti dei 27 Stati membri dell’Unione Europea hanno approvato il regolamento pensato per prevenire e contrastare gli abusi sessuali sui minori online (CSAM), ribattezzato poi “Chat Control”. Dopo anni di negoziati complessi, il Consiglio è riuscito a trovare un accordo che permetterà l’avvio delle trattative con il Parlamento europeo.
Il testo approvato interviene su un dossier rimasto bloccato a lungo (dal 2022) a causa delle preoccupazioni sollevate da esperti di privacy e sicurezza. I timori riguardavano le misure proposte, sospettate di poter aprire la strada a forme di sorveglianza di massa. Dubbi che non hanno sollevato le riserve dell’Italia, che si è astenuta. La palla ora passa al trilogo: Consiglio, Parlamento e Commissione dovranno negoziare un testo condiviso, in un confronto che si preannuncia complesso e potenzialmente lungo.
Cosa è cambiato nel testo del “Chat Control”
Cosa è cambiato? Nella proposta originaria della Commissione le autorità potevano richiedere alle piattaforme tecnologiche di sottoporre a scansione obbligatoria i servizi di messaggistica, inclusi quelli protetti da crittografia end-to-end (che impedisce di fatto la lettura dei messaggi) per individuare materiale pedopornografico e attività di adescamento.






