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Ultimo aggiornamento: 17:15
Dopo tre anni di negoziati falliti in senso al Consiglio europeo, Chat control è vicinissimo alla meta, grazie al “sì” del Coreper giunto la mattina del 26 novembre. Gli ambasciatori a Bruxelles dei 27 Stati europei, senza discutere il provvedimento, hanno approvato il testo firmato dalla Danimarca. Serve a contrastare la pedofilia online, ufficialmente, con il nome tecnico di Csar: Child sexual abuse regulation. Ma l’effetto collaterale sarebbe l’azzeramento della privacy online: i messaggi in chat e via mail di 450 milioni di europei sarebbero scansionati automaticamente da un algoritmo, se le piattaforme digitali vorranno. Oggi la maggioranza qualificata è stata raggiunta, nella riunione del Coreper, con il favore decisivo della Germania e l’astensione dell’Italia. La prossima tappa è il voto decisivo del Consiglio Ue l’8 e 9 dicembre. Non ci saranno discussioni, i 27 dovranno prendere o lasciare: sembra scontato il semaforo verde, per ratificare il consenso già espresso. Dopo inizierà la fase finale, con i negoziati tra le massime istituzioni del Vecchio Continente: il trilogo tra Commissione, Parlamento e Consiglio Ue.








