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24 AGOSTO 2025

Ultimo aggiornamento: 9:05

Nell’Europa alla rovescia, le élite comunicano in chat per decidere nell’ombra, al riparo da ogni sguardo, negando la trasparenza ai cittadini. I comuni mortali invece potrebbero dire presto addio alla privacy: tutti i “messaggini” verrebbero scansionati da un algoritmo, grazie alla proposta di regolamento della Commissione europea ribattezzata Chat control. Con la motivazione della lotta alla pedopornografia on line, il Vecchio Continente vuole costruire una casa di vetro al contrario: le comunicazioni private sotto la lente, ai potenti il privilegio della riservatezza.

La proposta di Palazzo Berlaymont risale al 2022 ma si è arenata al Consiglio Ue, priva della maggioranza qualificata necessaria per l’approvazione. Dall’anno scorso, Chat control ha attraversato i semestri della presidenza belga, ungherese e polacca senza il disco verde. Ora la premier danese Mette Frederiksen (socialdemocratica) vuole imporre “alta priorità”: così recita il programma presentato il primo luglio. I governi dovranno esporre le loro valutazioni sul nuovo testo entro il 12 settembre, al prossimo incontro ufficiale. Ma la proposta di Copenaghen, nella sostanza, ricalca quella belga e ungherese: resta la scansione automatica dei messaggi. Il 14 ottobre dunque potrebbe arrivare il via libera del Consiglio. Poi si apriranno i triloghi, i negoziati informali con il Parlamento e la Commissione Ue.