Il 9 luglio il parlamento europeo ha prorogato la deroga al regolamento ePrivacy che permette alle aziende tecnologiche di controllare gli scambi di messaggi sulle chat e le email per poter segnalare la diffusione di materiale pedopornografico. Ecco come funziona il regolamento in discussione e quali sono le critiche che gli vengono rivolte
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Giovedì 9 luglio il parlamento europeo ha dato il via libera all’estensione del regolamento ePrivacy fino al 3 aprile 2028. La proroga, promossa in particolare dal Partito popolare europeo e dagli Stati Ue, permette a piattaforme come WhatsApp e Messenger di adottare misure in deroga alle norme sulla privacy elettronica per identificare gli utenti sospettati di condividere materiale pedopornografico (da cui l'appellativo di "Chat Control"), mentre restano in corso i negoziati per un nuovo regolamento. Per respingere la proroga era necessaria la maggioranza assoluta dei voti (360 su 719), mentre la proposta di rigettare l'estensione ha ricevuto 314 voti a favore, 276 contrari e 17 astenuti. La precedente proroga era scaduta ad aprile. Passa però anche la proposta di modifica alla posizione del Consiglio sul dossier per escludere dall'ambito di applicazione della legge le "comunicazioni alle quali è stata, è o sarà applicata la crittografia end-to-end", ossia i messaggi privati e crittografati scambiati tra utenti sulle piattaforme di messaggistica. La posizione dell'Eurocamera con il testo modificato verrà ora trasmessa al Consiglio, che ha tre mesi per approvare o respingere le modifiche. Se le capitali non accetteranno tutte le modifiche si aprirà la fase di conciliazione per concordare la legge. La deroga in questione rimane una misura temporanea per evitare un vuoto legislativo mentre sono in corso i negoziati su un regime permanente per combattere la diffusione di materiale Csam: come rende noto il Parlamento europeo in un comunicato, la maggior parte degli aspetti della legge permanente è stata concordata sotto la Presidenza cipriota del Consiglio nella prima metà del 2026, lasciando alcuni aspetti ancora da discutere.













