Il Parlamento europeo ha approvato modifiche alla deroga alle norme Ue sulla privacy che consentirebbe ai fornitori di servizi online l'individuazione volontaria degli abusi sessuali sui minori. I deputati hanno adottato emendamenti alla posizione del Consiglio sulla deroga alle norme ePrivacy ai fini dell'individuazione degli abusi sessuali sui minori online nei quali chiedono di escludere dall'ambito di applicazione della normativa le "comunicazioni alle quali è, è stata o sarà applicata la crittografia end-to-end". La misura estende così la deroga al regolamento cosiddetto "Chat Control 1.0", scaduto ad aprile, in attesa che venga approvato il quadro permanente con il controverso regolamento per combattere gli abusi sessuali sui minori online.
La posizione del Consiglio avrebbe di fatto ripristinato una deroga scaduta, consentendo fino ad aprile 2028 ai fornitori di servizi di individuare volontariamente casi di abuso sessuale su minori e di adescamento di minori nelle comunicazioni private sui propri servizi, nonché di rimuovere e segnalare il relativo materiale. La posizione emendata del Parlamento sarà ora trasmessa al Consiglio, che avrà tre mesi di tempo per approvare o respingere gli emendamenti. Se il Consiglio non accetterà tutte le modifiche, Parlamento e Consiglio avvieranno la procedura di conciliazione per raggiungere un accordo sul testo legislativo. Nella seconda lettura della procedura legislativa non c'è voto finale. Per respingere la posizione del Consiglio era necessaria la maggioranza assoluta dei deputati, attualmente pari a 360 voti.













