Il colosso tedesco frena a causa di calo delle vendite, passaggio all’elettrico, concorrenza cinese e dazi Usa

Una delle più grandi ristrutturazioni nella storia mondiale dell’auto, con la chiusura di 4 fabbriche in Germania e 100mila licenziamenti. A rischiare sono gli stabilimenti di Hannover, Zwickau, Emden e quello Audi di Neckarsulm. Obiettivi: ridurre i costi e aumentare la competitività.

Succederà nel 2031-2034 dalle parti di Volkswagen, che si prepara a un’operazione già definita “lacrime e sangue”. Anticipata nelle scorse settimane, la strategia è stata confermata dal giornale tedesco Der Spiegel e presentata dall’amministratore delegato Oliver Blume al Consiglio di Sorveglianza VW.

Vendite in calo e il fattore auto elettrica

Tre i fattori che pesano sulle sorti del gigante delle quattro-ruote: calo delle vendite, concorrenza dei marchi cinesi e nuovi dazi americani sui veicoli. Dal primo punto di vista, la crisi è ormai più datata e risale al 2020, quando la pandemia costrinse i produttori a chiudere gli impianti, bloccando le consegne, e portò ai rincari delle materie prime.