Introduzione

Volkswagen valuta la chiusura di quattro stabilimenti in Germania e un aumento dei tagli fino a circa 100mila posti di lavoro, in quello che sarebbe il più grande riassetto nella storia dell'industria automobilistica. Dietro la decisione del gruppo di Wolfsburg c'è un intreccio di fattori: la pressione crescente dei rivali cinesi, i dazi statunitensi sulle importazioni di auto, la domanda debole in Europa e una struttura di governance che da anni rende difficili le decisioni più drastiche. Ecco le ragioni che hanno messo in ginocchio il secondo produttore di automobili al mondo.

Quello che devi sapere

La concorrenza cinese, la minaccia numero uno

La spinta dei costruttori cinesi è oggi il pericolo principale per Volkswagen. Il gruppo si trova a fronteggiare una competizione sempre più aggressiva proprio mentre le condizioni di mercato peggiorano, con l'amministratore delegato Oliver Blume sotto pressione per risollevare le sorti dell'azienda. Per un analista indipendente del settore, Matthias Schmidt, "la realtà del mercato sta colpendo più duramente il gigante tedesco". I produttori non cinesi hanno perso terreno costante a favore dei veicoli elettrici prodotti localmente in Cina: secondo AlixPartners la loro quota di mercato è scesa al 32% nel 2025, dal 57% del 2020.