Contro l’avanzata costante dei produttori cinesi, Volkswagen si muove in accelerata sui piani di riduzione dei costi e punta su un programma di ristrutturazione monstre che prevede tagli fino a 100mila posti di lavoro e la chiusura di quattro stabilimenti in Germania. Vale a dire quelli di Hannover, Zwickau, Emden e dell’impianto Audi di Neckarsulm. Con un risparmio in costi generali di 11 miliardi di euro entro il 2030.

Si tratterebbe di un numero di licenziamenti record, una falciata di un sesto dei circa 600mila lavoratori degli stabilimenti sparsi in diversi paesi da parte uno dei più grandi player dell’automotive. E uno dei più vasti programmi di tagli del settore automobilistico mai attuati, superiore a quello della General Motors negli anni Novanta.

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I tagli potrebbero riguardare anche gli investimenti, con una riduzione prevista di circa il 15 per cento, che li porterebbe a poco più di 130 miliardi di euro nei prossimi cinque anni.