<p>La crisi dell’automotive europeo è sempre più complessa.

In scia ai piani di ristrutturazione annunciati negli ultimi tempi da <strong>Volkswagen</strong>, Audi, Porsche e altri grandi gruppi, arriva un nuovo forte allarme dalla Vda, l’associazione tedesca dell’industria automobilistica, che parla di una situazione degli stabilimenti produttivi in Germania e nell’Unione Europea «sempre più drammatica». </p> <p> </p> <p>La presidente della Vda,<strong> Hildegard Mülle</strong>r, sostiene che gli avvertimenti lanciati dall’industria negli ultimi anni siano rimasti sostanzialmente inascoltati e che il necessario cambio di rotta da parte della politica non sia ancora arrivato.

Secondo Müller, è indispensabile intervenire rapidamente su tutti i fattori che incidono sulla competitività industriale: dal costo del lavoro e dei contributi sociali alla pressione fiscale, passando per i prezzi dell0energia, la burocrazia e una maggiore flessibilità del mercato del lavoro. </p> <p> </p> <h2><strong>«Non riusciremo a mantenere tutti gli stabilimenti»</strong></h2> <p>Il messaggio più duro riguarda però il futuro della capacità produttiva europea.

«La realtà ha superato gli obiettivi e gli approcci politici e mette sempre più a rischio anche i <strong>posti di lavoro</strong>», sostiene Müller, sottolineando come la crisi degli stabilimenti coinvolga ormai l’intera industria europea dell’auto.