La crisi della Volkswagen e le tante indiscrezioni di stampa sul nuovo piano di ristrutturazione dei vertici aziendali stanno accendendo gli animi dei sindacalisti tedeschi, ormai sul piede di guerra e pronti ad alzare le barricate.

Diversi rappresentanti dei lavoratori hanno alzato la voce contro la mancanza di chiarezza e l’assenza di notizie ufficiali sulle strategie dell’amministratore delegato Oliver Blume e oggi, già prima della presentazione delle nuove misure di efficientamento al consiglio di sorveglianza e in concomitanza con diverse iniziative di mobilitazione in tutta la Germania (le foto in pagina sono state scattate dai rappresentanti dell'IG Metall in diversi impianti e sedi), hanno messo in chiaro le loro intenzioni bellicose. Tanto più che diverse testate hanno lanciato nuove ipotesi su tagli ancor più pesanti di quanto finora emerso.

Partiamo proprio da queste nuove indiscrezioni. Lo Spiegel ha confermato i rumor di Manager Magazin sulla possibile chiusura di quattro fabbriche tedesche, ma ha aggiunto le tempistiche: Zwickau ed Emden chiuderebbero in cancelli entro cinque anni, Hannover nel 2032 e Neckarsulm nel 2034, il che si tradurrebbe nel taglio di circa 40 mila persone.