I piani di Volkswagen per tagliare altre decine di migliaia di posti di lavoro e chiudere stabilimenti affrontano giovedì un passaggio cruciale. I gruppi che controllano il maggiore costruttore automobilistico europeo si riuniscono per discutere le proposte, mentre i lavoratori organizzano proteste negli impianti di tutta la Germania.

PUBBLICITÀ

Il maggiore costruttore auto europeo è sotto pressione per via dei dazi statunitensi, dei margini di profitto più deboli sui veicoli elettrici e, soprattutto, della concorrenza agguerrita in Cina, il più grande mercato automobilistico al mondo.

Volkswagen, che con le sue 10 marche spazia da Seat a Porsche, ha già previsto il taglio di 50.000 posti di lavoro in Germania entro il 2030, di cui 35.000 nel marchio principale Volkswagen.

Questi tagli sono stati concordati con i sindacati alla fine del 2024, insieme all’impegno a evitare la chiusura di stabilimenti in Germania almeno fino a fine decennio.