L'azienda automobilistica tedesca si preparerebbe a ingenti tagli e a spostare fabbriche nell'Est Europa

Potrebbe essere il più ingente piano di tagli della novantennale storia di Volkswagen: se confermata la ristrutturazione prevista del gruppo tedesco supererebbe quella della General Motors negli anni Novanta.

I tagli e la reazione dei sindacati

Quattro stabilimenti chiusi a partire dal 2031, un taglio della forza lavoro di 100mila posti complessivamente, circa un sesto dei dipendenti, e in prospettiva una riduzione degli investimenti di 50 miliardi di euro.

Sul piede di guerra i sindacati, che annunciano mobilitazioni se la ristruturazione anticipata da Spiegel sarà confermata dal Consiglio di sorveglianza del Gruppo di Wolfburg che si riunisce oggi. Sul tavolo la chiusura degli impianti di Hannover, Zwickau ed Emden, oltre allo stabilimento Audi di Neckarsulm, dove complessivamente lavorano quarantamila dipendenti.