Nel giorno del Consiglio di sorveglianza chiamato a valutare la più grande ristrutturazione del Gruppo (100mila esuberi e 4 fabbriche chiuse in pochi anni) i sindacati lanciano una massiccia mobilitazione: "Pronti al maxi conflitto sociale". Operai nei piazzali in tutto il Paese

Si dice che la crisi Volkswagen sia la prima brutale declinazione dello shock cinese che si abbatte, con violenza, sulla grande industria europea. Molte sono le cause e altrettante sono le colpe nel declino della casa, in passato simbolo dell'eccellenza manifatturiera tedesca e oggi minacciata nella sua sostenibilità finanziaria. E tra le prime certamente rientrano la spietata e spesso sleale concorrenza di Pechino nell'automotive, così come tra le seconde rientrano le scelte errate di delocalizzare buona parte della produzione nella Repubblica Popolare dietro la promessa, poi infranta, di soddisfare i bisogni del più grande mercato al mondo, fatto di oltre un miliardo di cittadini e potenziali consumatori.