Sovraffollamento e diritti compressi nei carceri milanesi: da San Vittore a Opera fino al Beccaria, cresce l’allarme su violenze e degrado del sistema penitenziario milanese.

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Sovraffollamento, suicidi, violenze, carenza di personale, attività ridotte al minimo, tensione costante, diritti compressi. È questo lo spaccato che, ancora una volta, è emerso dagli istituti penitenziari, dove la gestione quotidiana della detenzione sembra muoversi lungo un perimetro sempre più instabile. A parlarne sono stati il senatore Franco Mirabelli, vicepresidente del gruppo Pd a Palazzo Madama, la deputata del Pd Silvia Roggiani, l'Associazione Quei Bravi Ragazzi Family in occasione di un incontro pubblico dedicato al sistema penitenziario milanese.

"È importante accendere i riflettori sulle carceri per evitare che ciò che sta accadendo passi sotto silenzio. Siamo di fronte a una situazione che spesso sfiora la violazione dei più elementari diritti umani", ha spiegato Mirabelli durante l'incontro, tracciandone una lettura fortemente critica. Una situazione non nuova al senatore, che già lo scorso marzo aveva depositato un'interrogazione indirizzata al Ministero della giustizia per chiedere un'ispezione ministeriale straordinaria dopo la denuncia di Fanpage.it sui presunti pestaggi avvenuti nel carcere di Opera alla Vigilia di Natale. Un caso che, tra l'altro, la Commissione speciale in tutela dei diritti delle persone negli istituti penitenziari, aveva definito "un racconto dell'orrore" perché "gli spazi detentivi non possono essere luoghi di tortura". Anche per questo il suo intervento ha voluto puntare il dito contro quello che ha definito un "progressivo peggioramento delle condizioni detentive" e contro scelte politiche che, a suo giudizio, avrebbero aggravato il sovraffollamento invece di ridurlo. "Se il grado di civiltà di un Paese si misura anche dalle sue carceri, allora negli ultimi anni dobbiamo parlare di passi indietro", ha specificato Mirabelli.