A Milano la situazione delle carceri "è drammatica e fuori controllo". Lo segnalano in una nota congiunta Luigi Pagano (nella foto), garante dei detenuti del Comune di Milano, Daniele Nahum, presidente sottocommissione Carceri e il vice Alessandro Giungi. Secondo i dati del ministero della Giustizia, l’indice di sovraffollamento a San Vittore è al 220%, a Opera al 152%, a Bollate al 126% e al carcere minorile Beccaria al 136%. In Lombardia la media è del 145% a fronte di una capienza reale nazionale di 46.426 posti per quasi 65mila detenuti. "Tra incendi, celle infestate da cimici, mancanza di ventilatori e persino di acqua per lavarsi, come a Opera - evidenziano -, siamo davanti a una condizione di oggettiva illegalità istituzionale. A questo si aggiunge la scelta del Dap di blindare il regime di chiusura delle celle per 20/22 ore al giorno, limitando le attività e l’ingresso dei volontari".

Una situazione che secondo il garante dei detenuti del Comune e la sottocommissione è "insostenibile per i detenuti ma anche per gli agenti di Polizia penitenziaria, in grave sottorganico e con un tasso di suicidi triplo rispetto a quello nazionale". A tutto questo "il governo risponde solo con una legislazione demagogica che ha raddoppiato i minori nel Beccaria, senza investire in manutenzione e sanità penitenziaria per gestire le tossicodipendenze e i problemi psichiatrici". Le richieste all’esecutivo sono quindi quelle di "un provvedimento svuota-carceri immediato", di un "piano straordinario di investimenti strutturali, di "potenziamento della sanità interna" e di sostegno economico e psicologico per il personale penitenziario. Infine la richiesta che arriva da Milano riguarda "lo stop immediato al regime delle celle chiuse e l’apertura ai volontari".