Immagine di repertorio
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"Arrivano di notte, incappucciati. Portano i detenuti in cortile nudi e al freddo". Non è la prima volta che a Fanpage.it arrivano racconti di questo tipo dal carcere milanese di Opera. Ogni testimonianza, però, aggiunge un tassello che sembra comporre un quadro di presunte "violenze" e "abusi" sempre più difficile da ignorare.
A denunciare queste presunte spedizioni punitive notturne è Bo Guerreschi, presidentessa della ONG bon't worry iNGO, che ha raccolto le testimonianze di alcuni detenuti, assistiti dalla ONG, per restituirle senza filtri. Il risultato è un racconto che stride con qualsiasi idea di rieducazione che dovrebbe essere sottesa alla pena. Le spedizioni notturne a Opera Secondo quanto riferito, le presunte incursioni della polizia penitenziaria avverrebbero nel cuore della notte: "Agenti bardati, con il volto coperto, irrompono nelle celle, svegliano i detenuti anche con colpi di manganello contro le sbarre". Un gesto che servirebbe a verificare eventuali manomissioni, ma che nei fatti si tradurrebbe "in un'azione intimidatoria costante", secondo quanto riferito da diversi detenuti di Opera a Guerreschi.






