Fa caldo, l’Italia brucia: governo ladro. È il mantra che si urla sempre quando piove e basterà aspettare qualche mese per gridare la versione originale, perché già sappiamo che una volta finito il caldo torrido cominceranno le piogge, quelle violente provocate dal cambiamento climatico. Un doppio governo ladro di sottrazione di futuro – non solo di soldi, concentrati soprattutto sugli appalti del surreale Ponte sullo stretto.
Il governo porta tutta intera la responsabilità di non aver fatto alcuna scelta politica né per mitigare il clima che cambia, né per adattare il territorio e educare chi ci vive agli eventi estremi che si ripetono sempre più frequentemente. Non sono esenti da colpe neanche le sinistre, che invece parlano di clima e della responsabilità della specie umana, non lo negano, come fa la destra, ma non agiscono e ancora non ne fanno il centro della loro attività politica.
L’ondata di calore che incendia l’Europa non ha trovato ostacoli e ha già provocato numerosi morti – l’Oms ne conta 1.300 in una settimana –, causerà inoltre danni ingenti all’agricoltura e all’approvvigionamento delle acque; soprattutto, questo caldo torrido è un elemento potente di accentuazione delle disuguaglianze, perché non tutte e tutti possono difendersi, permettersi un condizionatore, lavorare in ambienti sani e refrigerati, e anche chi può permetterselo vede il proprio reddito largamente eroso dal caro energia, perché l’aumento della domanda di elettricità per far funzionare condizionatori e ventilatori costa caro.















