Idratazione, creme solari e niente alcol. E fare il bagno subito non è più un tabù, se si mangia leggero.L'ondata di calore estremo sulle coste sta trasformando le spiagge in un problema. Secondo la Simeu (Società Italiana di Medicina d'Emergenza-Urgenza), l'afa record fa salire del 10-15% gli accessi nei Pronto Soccorso, che d'estate accolgono soprattutto anziani e persone fragili con patologie croniche. Il caldo funziona da moltiplicatore di rischio perché amplifica condizioni già precarie. Per godersi il mare in sicurezza, dunque, conta affidarsi alla fisiologia più che alle credenze popolari.
La fascia critica La prima regola è evitare l'esposizione diretta al sole nelle ore centrali. Complici i cambiamenti climatici, la fascia critica si è allargata e oggi va all'incirca dalle 11 alle 17. In questo intervallo le creme ad alta protezione (SPF 50+) diventano essenziali: le scottature danneggiano l'epidermide e riducono la capacità della pelle di traspirare e disperdere calore.L'ipertermia Ma la difesa principale è l'idratazione, e qui entra in gioco un principio della fisiologia. La temperatura della pelle si aggira intorno ai 33-35°C: quando l'aria supera questa soglia, il corpo non riesce più a cedere calore per conduzione e convezione, e l'unico meccanismo che resta per raffreddarsi è l'evaporazione del sudore. Se però la disidratazione riduce i liquidi disponibili, la sudorazione cala fino a fermarsi. A quel punto l'organismo non solo smette di smaltire calore, ma comincia ad assorbirne dall'ambiente, accelerando verso l'ipertermia.La disidratazione Per questo l'acqua va assunta di continuo, ancora prima di avvertire la sete: uno stimolo che negli anziani è spesso attenuato e arriva in ritardo. Meglio evitare bevande zuccherate, gassate ed energetiche, che peggiorano la disidratazione. Il nemico numero uno resta l'alcol, potente diuretico e vasodilatatore. Non a caso la Francia, durante le ondate di calore più intense, ha vietato il consumo di alcolici in pubblico nelle zone in allerta rossa. La ministra della Sanità Stéphanie Rist ha ricordato che alcol e temperature elevate non vanno d'accordo, perché il primo accelera la disidratazione e finisce per sovraccaricare i soccorsi.Il cibo A tavola via libera a pasti leggeri, freschi e frequenti, ricchi di frutta e verdura, che reintegrano acqua e sali minerali. E proprio sul cibo la Simeu, insieme alla comunità scientifica, smonta un dogma resistente: la temuta "congestione" e l'obbligo di aspettare tre ore prima di tuffarsi. Non esistono prove che colleghino la digestione all'annegamento. Se il pasto è stato leggero e senza alcolici, entrare subito in acqua è sicuro.*Presidente nazionale della Società Italiana di Medicina d'Emergenza-Urgenza (Simeu)














