Per anni si sono guardati con diffidenza. In alcuni casi sono arrivati allo scontro. Ma nelle ultime settimane i toni sembrano diventati più distesi, simboleggiati anche dal bacio con cui il primo ha accolto la seconda in favore di fotografi e telecamere al G7 di Evian. Da una parte Emmanuel Macron, simbolo dell’europeismo liberale francese, e dall’altra Giorgia Meloni, leader della destra conservatrice italiana. Dalla crisi diplomatica sulla Ocean Viking agli scontri sui migranti del 2022, dalle polemiche sull’Ucraina alle tensioni sul diritto all’aborto durante il G7 in Puglia nel 2024, il rapporto tra Parigi e Roma è stato spesso segnato da incomprensioni e contrapposizioni. Oggi però, tra Antibes e Le Cannet, Italia e Francia stanno dando un segnale: le due maggiori economie manifatturiere dell’Europa continentale hanno bisogno l’una dell’altra.

Il segnale più evidente arriva dal doppio appuntamento in corso in Costa Azzurra. Ad Antibes si svolge il 36esimo vertice intergovernativo tra i due paesi. All’arrivo al museo Picasso della cittadina della Costa Azzurra, Macron e Meloni hanno scherzato sui loro ultimi incontri. “Giorgia, quanto tempo…“, ha detto il capo dell’Eliseo alla premier italiana riferendosi al fatto che i due si sono visti da ultimo ieri a Berlino, per il vertice E5, e la scorsa settimana prima al G7 di Evian e subito dopo a Bruxelles per il consiglio europeo. A 40 chilometri di distanza, a Le Cannet, si è svolta la prima edizione del Forum Economico Francia-Italia, un evento che ha riunito oltre 200 soggetti pubblici e privati e che ha visto la partecipazione di circa 300 tra i principali imprenditori italiani e francesi. I numeri aiutano a comprendere la portata dell’iniziativa. Nel 2025 l’interscambio commerciale tra i due Paesi ha superato i 112 miliardi di euro, confermando l’Italia come secondo partner commerciale della Francia. Oltre 2.000 imprese francesi operano stabilmente in Italia, mentre circa 1.800 aziende italiane sono presenti sul mercato francese. Una rete di investimenti e filiere produttive che rende Roma e Parigi economicamente molto più interdipendenti di quanto le polemiche politiche lascino intendere.