Questa volta sarà quella buona: il 25 giugno ci sarà un vertice bilaterale Francia-Italia a Antibes, sulla Costa Azzurra. È il primo bilaterale tra Emmanuel Macron e Giorgia Meloni, da quando la premier italiana è a palazzo Chigi. I due leader avrebbero dovuto incontrarsi a Tolosa lo scorso aprile, ma l’appuntamento era saltato, pare per responsabilità italiana. L’ultimo bilaterale tra Roma e Parigi aveva avuto luogo nel 2020 a Napoli: Macron era stato ricevuto da Mario Draghi. Con l’ex Bce, il presidente francese aveva firmato nel 2021 il Trattato del Quirinale, un accordo simile a quello che Parigi aveva concluso con Berlino nel ’63 (Traité de l’Elysée, poi completato nel 2019).

Tra Macron e Meloni non è mai scoccata la scintilla politica. L’ultima tensione tra i due paesi è recentissima: la premier non ha gradito l’esclusione dal vertice E3 sull’Ucraina – andata in scena a Londra domenica scorsa (con Gran Bretagna, Francia, Germania) – per rilanciare il processo dei negoziati e mettere fine all’aggressione russa. L’Italia si è sentita esclusa, come se non ci fossero state oscillazioni nell’appoggio a Kiev da parte del governo italiano che ha al suo interno una corrente pro-russa. Inoltre, la volontà di Meloni di ostentare la sua relazione speciale con Donald Trump non ha fatto che aumentare la tensione. All’inizio dell’anno, la rivalità con Macron si è manifestata invece attraverso le esibite affinità italiane con il cancelliere Merz, in preparazione di un vertice europeo sulla competitività. Meloni, dopo un incontro col cancelliere a gennaio, aveva assicurato che «esiste chiaramente un motore italo-tedesco all’opera in questo momento», salvo poi ritrovarsi Macron al fianco dell’omologo tedesco al vertice.