Antibes, 25 giu. (askanews) – Il paradosso vuole che entrambi si ritrovino a rispondere a domande sulla temperatura dei loro rapporti, e a negare che siano mai stati glaciali, proprio mentre sono avvolti dalla canicola asfissiante che in questi giorni sta attanagliando l’Europa, e che in Francia viene considerata una vera emergenza. Giorgia Meloni e Emmanuel Macron, dopo mesi di rapporti altalenanti, si ritrovano sulla Costa azzurra, nella cittadina di Antibes, per celebrare il 36mo vertice intergovernativo tra i due Paesi. Il numero uno dell’Eliseo la accompagna prima in una visita al Museo Picasso, poi la accoglie a villa Eilenroc per il summit vero e proprio in cui – presenti due delegazioni di nove ministri per parte – vengono siglate una serie di intese che vanno dalla difesa alla cultura, dallo spazio ai migranti.
Ed è sempre sotto lo stesso sole cocente, che mette a dura prova la resistenza di giornalisti e delegazioni a cui non viene nemmeno concessa una seduta all’ombra, che i due leader tirano le somme della giornata e tengono la loro conferenza stampa. La premier ammette che lei e il presidente francese non sempre sono d’accordo ma spiega che questo dipende dal fatto che entrambi “difendono i loro interesse nazionale” e che comunque la cooperazione è forte e che senza Italia e Francia “Occidente ed Europa non sarebbero quello che sono”.










