La notizia sta già nell'incontro in sé. E nella foto che vedrà assieme Giorgia Meloni ed Emmanuel Macron, dopo mesi, di frizioni che hanno avuto il loro apice a Tirana, con l'altro oramai famigerato scatto dal quale la premier italiana era assente.
Una visita "importante", fanno sapere dell'Eliseo a poche ore dall'arrivo a Roma del presidente francese. Per "parlarsi", "progredire insieme" sulle questioni cruciali del momento. Il destino di Kiev, prima di tutto, ma anche la crisi in Medio Oriente - nel giorno in cui Meloni fa sua la sferzata su Gaza di Sergio Mattarella davanti al corpo diplomatico - e le questioni interne agli equilibri europei, dazi compresi. Anche se lì, ricordano sempre da Parigi, il pallino è in mano alla Commissione.
Ai piani alti del governo il bilaterale viene accolto come "un segnale molto positivo, ottimo". Perché Italia e Francia, è il ragionamento che la stessa premier va ripetendo, sono "nazioni amiche" e hanno "posizioni comuni" su molti più dossier di quanto non si racconti. Proprio a smontare una certa "narrazione" servirà l'incontro: la scena, peraltro, sarà tutta per Meloni e Macron, perché non ci sarà anche un passaggio del presidente francese al Quirinale, che certo non può che approvare il riavvicinamento tra i due.













