Roma, 3 giu. (askanews) – Sorrisi, due baci di saluto, le mani strette, qualche parola bisbigliata. La ‘pacificazione’ tra Giorgia Meloni ed Emmanuel Macron inizia, a favore di fotografi e telecamere, nel cortile d’onore di Palazzo Chigi. Nell’attesa, già sul tappeto rosso, Meloni rompe la tensione scherzando con fotografi e operatori di entrambi i Paesi: “È il parterre delle grandi occasioni, c’è molto interesse per questo bilaterale”, dice.

Poi, alle 18.15, il presidente francese varca il portone del palazzo della Presidenza del Consiglio, e inizia l’atteso incontro, organizzato dopo settimane di alta tensione tra Roma e Parigi. Tante – negli ultimi tempi – le occasioni di irritazione, da entrambe le parti: Meloni non ha mai apprezzato l’iniziativa dei “volenterosi” sull’Ucraina, considerata una fuga in avanti; Macron non ha gradito il ruolo di “ponte” tra Usa e Ue assunto dall’italiana. In mezzo ‘sgarbi’ (il mancato invito dell’Italia alla riunione sull’Ucraina a margine del summit della Comunità politica europea di Tirana; il no alla visita a Kiev della presidente del Consiglio) e parole dure: quell'”evitiamo le fake news” del francese rivolto alla collega o il basta con “i personalismi” dedicato all’inquilino dell’Eliseo. Livelli di tensione troppo alti per due Paesi fondatori dell’Ue, a maggior ragione in un momento di stallo sia nelle trattative per l’Ucraina sia nei negoziati per i dazi.