Dopo due anni di pausa (e sconvolgimenti politici), i leader di Ungheria, Polonia, Repubblica Ceca e Slovacchia tornano attorno a un tavolo per tracciare le priorità dell'Europa centrale. A capotavola il successore di Orbán, ora pappa e ciccia con Tusk: più difficile la sintonia con Babiš e Fico
L'Europa centrale è “presente, forte e pronta a plasmare il proprio futuro”. Parola del nuovo premier ungherese Péter Magyar, che oggi ha ricevuto a Budapest e nella vicina cittadina di Gödöllő i leader degli altri tre Paesi che – assieme all’Ungheria – compongono il Gruppo di Visegrád, ovvero Polonia, Repubblica Ceca e Slovacchia. Il quartetto non si incontrava da due anni, indebolito dall’antagonismo tra l’ex primo ministro ungherese Viktor Orbán e il premier polacco Donald Tusk.













