Ora è il nuovo premier ungherese del dopo Orbán a fare da apripista per un ritorno ruggente (o così spera) del gruppo di Visegrad, ma il vero regista è il premier polacco. Che fa valere il ruolo di cerniera l'tra Europa centrale e i «big» pronti a riunirsi a BerlinoRilanciare l’alleanza con la Polonia, resuscitare Visegrad ed estendere il tutto «all’Europa centrale così da essere influenti»: Péter Magyar, il premier ungherese del dopo-Orbán, è certamente l’apripista dell’operazione “Visegrad 2.0”, il rilancio dell’alleanza regionale sul quale si spertica in annunci dal giorno del suo trionfo elettorale di aprile, e che ha messo in opera ieri per il raduno dei primi ministri del «V4» a Budapest. Se già Viktor Orbán aveva piegato l’alleanza di Visegrad a gruPer continuare a leggere questo articoloSei già abbonato?Francesca De BenedettiFrancesca De Benedetti è caposervizio Europa al quotidiano Domani, per il quale segue anche le partnership internazionali. Nel 2024 è stata anche fellow all'IWM di Vienna, dove ha vinto la Milena Jesenská Fellowship for Journalists con il progetto "Giorgia Meloni and Viktor Orbán: An Asymmetric Interdependence". De Benedetti scrive commenti per Vanity Fair e per Jacobin (USA); i suoi articoli sulla politica italiana sono stati pubblicati su Die Presse, Balkan Insight, The Independent e altri outlet internazionali. In precedenza De Benedetti ha lavorato a la Repubblica e a La7tv. È cofondatrice del progetto European Focus, una coproduzione editoriale paneuropea (Balkan Insight, Delfi, Domani, El Confidencial, Gazeta Wyborcza, HVG, Libération, n-ost, Tagesspiegel). Questo è l'account Twitter.